COMUNICATI STAMPA

06 FEBBRAIO 2021

Intelligenza artificiale e diritto: un'occasione mancata

 

La Società Italiana di Linguistica Forense apprende dal Corriere del Veneto del 2/02/2021 (https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/21_febbraio_02/giustizia-software-che-prevede-sentenze-limitera-cause-perse-partenza-62b4b912-6534-11eb-bd9a-957b4634f1d8.shtml, ultima consultazione 4/02/2021) il rilascio di un software per limitare l’iscrizione al ruolo della cause “perse in partenza”, basato sull’intelligenza artificiale e sviluppato dal dipartimento di intelligenza artificiale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Il software, stando alle notizie riportate dalla testata giornalistica, prevederebbe – in un dato tribunale, per una data azione – la tendenza alla vittoria di una determinata causa. 
Ed è già lo stesso Corriere a riportare le prime perplessità, a cui ci associamo, con molta preoccupazione, aggiungendo qualche riflessione. Precisiamo di aver già condensato il nostro punto di vista in un video apparso nella giornata di ieri sul nostro canale di YouTube. Portavoce della nostra pubblica dichiarazione il nostro presidente, prof. Antonello Fabio Caterino.
Vogliamo tuttavia sintetizzare nuovamente, nel presente comunicato stampa, ciò che maggiormente ci perplime di questo software, in partenza:
    1. l’intelligenza artificiale è scomodata inutilmente, poiché a ragion veduta si tratta di semplici statistiche formulate su precise banche dati. Benché sia la stessa programmazione a prevedere l’uso di saperi e tecniche interni alla branca della linguistica computazionale, si sarebbe fatto necessario l’uso della linguistica forense. Non bastano strumenti di analisi di un testo tradizionale: il testo forense ha caratteristiche interne peculiari, che se non vengono tenute in sufficiente conto rischiano di portare l’analisi completamente fuori direzione.
    2. Prima di “prevedere” il futuro, si cominci dalle basi: la corretta escussione del dato. Ancora una volta non si tiene minimamente conto di quel che la linguistica forense può fare a partire dal testo.
    3. Un software siffatto è tanto più preciso quanto le banche dati su cui si fonda sono estese. Ma qui si potrebbe entrare in un criterio tendente all’infinito: bisognerebbe tenere conto non solo delle sentenze, della giurisprudenza, delle leggi propriamente rivolte a un certo argomento, ma a tutto ciò che lambisce anche solo da lontano l’oggetto d’interesse. E poi tutti i documenti connessi: dichiarazioni, atti, etc. La costruzione di un database generale di leggi, e in particolare di sentenze e connessi per ogni tribunale potrebbe non finire mai. Così come qualcosa di parziale potrebbe inficiare non di poco il risultato.
    4. Si manca completamente di rispetto alla figura del magistrato, che – in quanto essere umano – è detentore di infinite variabili umane nel suo giudizio: variabili fisiche, empatiche etc.

Ci sembra preoccupante che l’applicazione dell’intelligenza artificiale voglia sostituirsi quasi al diritto, invece che completarlo. Temiamo che queste premesse metodologiche non solo portino a software non funzionanti, ma che polarizzino in maniera errata la sacrosanta collaborazione multidisciplinare tra giurisprudenza e linguistica, che necessita di partire da premesse ermeneutiche solide e incontrovertibili.
Proprio per questo rilasciamo il presente comunicato stampa, con la preghiera di massima diffusione. Precisiamo inoltre di non voler mancare di rispetto ad alcun istituto o istituzione: mettiamo in discussione i soli esiti di una ricerca a nostro avviso errata dalle sue premesse. Se qualcuno volesse mettere in discussione queste nostre critiche, sia il benvenuto: è dalla discussione che parte il progresso scientifico, non dalle verità date per buone o dagli ipse dixit di un nuovo medioevo digitale.

22 DICEMBRE 2020

Società Italiana di Linguistica Forense: quando le scienze umane e forensi si alleano per il bene della giustizia

 

Si è tenuto il 21 dicembre – in principio della settimana natalizia – il secondo evento formativo online organizzato dalla S.I.L.F. e relativo all’applicazione della linguistica a casi forensi, ultimo appuntamento dell’anno. Tutto si è svolto in modalità webinar, nel pieno rispetto delle norme anticontagio. E come per i precedenti incontri, l’afflusso di iscritti è stato più numeroso di quanti la piattaforma Zoom potesse contenere. Avvocati, linguisti, grafologi, periti, esperti di scienze forensi: tutti interessati alle nuove possibilità scientifiche legate alla linguistica forense.
La linguistica forense, troppo spesso confusa o limitata all’acustica forense (il mero riconoscimento vocale), è l’applicazione dei modelli di studio linguistico-applicativi alle scienze forensi. Attribuire lettere anonime non manoscritte, mail, documenti stampati non sarà più un problema: l’analisi stilistica e stilometrica dei testi può dire tanto del suo autore, indipendentemente dal mezzo scrittorio. È poi possibile trovare eventuali interpolazioni, coercizioni, imitazioni stilistiche, fino a stabilire modelli di veridicità testuale, ossia cercare di capire – a fronte di comparazioni autologhe – se chi scrive mente, persuade, plagia, e in che misura, attraverso analisi quantitative.
Antonello Fabio Caterino, Désirée Fioretti e Gianluca Sposito, professionisti affermati e rispettivamente esperti di linguistica/filologia, grafologia forense, retorica forense /diritto, stanno incanalando i loro sforzi per mettere in piedi un polo di ricerca innovativo e multidisciplinare, oltre che un team d’indagine per consulenze e perizie forensi.
Già si pianificano gli appuntamenti del prossimo anno, che sarà ricco di eventi e iniziative per dare alla linguistica forense il posto che merita nel panorama scientifico e accademico italiano.
Sarà disponibile a partire dalla prossima primavera il primo Glossario di Linguistica Forense, redatto da Caterino e Fioretti, per i tipi dell’editore scientifico Al Segno di Fileta. Per ogni altra informazione, si invita di visitare il sito www.linguisticaforense.it.

Anche in periodo di emergenza sanitaria la ricerca e l’innovazione non si fermano mai, per i volenterosi.

Società Italiana di Linguistica Forense - C.F. 91055980709

Ente di Ricerca riconosciuto da MIUR/CINECA

Al Segno di Fileta Editore